mercoledì 23 dicembre 2009

Battisti

Battisti (di Rita Pani)

Il primo pensiero va alle vittime della strage di Bologna. Sono passati molti anni, e i loro parenti, ogni primo di Agosto, si ritrovano a commemorare i loro morti, a volte persino irritati da certi figuri di governo che o si rifiutano di presenziare, o presenziano ogni anno in tono minore.
Poi penso ai terroristi neri che vivono beatamente all’estero, o che sono diventati deputati europei, che hanno fondato partiti messi al bando dalla legge e poi rispuntati come se nulla fosse, proprio come se la Costituzione Italiana non fosse pregna di antifascismo, come se non esistesse la legge n.645 del 20 giugno 1952 (tutt’ora in vigore).

E si potrebbe far viaggiare la memoria a ricordare stragi impunite, connivenze tra terroristi stragisti e i servizi segreti italiani, misteri, loggia P2, e quanto ancora salta in mente alle persone lucide, per restare interdetti davanti al caso Battisti, che come tutte le cose italiane, oggi assume la solita parvenza ridicola.

Perché se non bastava la decisione di richiamare in patria l’ambasciatore italiano in Brasile, non bastava nemmeno il tentativo di ingerenza verso un governo straniero (forse hanno imparato dal Vaticano) oggi una più dura ritorsione si profila all’orizzonte: il fascista la russa, ha chiesto che non si giochi una partita di pallone, amichevole, tra l’Italia e il Brasile. E i giornali non hanno perso certo l’occasione di tastare il polso degli italioti, con un sondaggio pertinente: è il caso di giocare o no la partita? Per fortuna la maggioranza si esprime per il sì. Sennò magari potrebbe scoppiare la rivoluzione.

PS
Prima che le povere menti bacate dei soliti fascistoidi grafomani si sbizzarriscano, non ho mai condiviso nulla della politica di Battisti, e sono profondamente convinta del fatto che compie un reato debba pagarne le conseguenze. Tutti, nessuno escluso. Né rossi, né neri, né Berlusconi.


giovedì 29 gennaio 2009

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