500 a Natale. (di Rita Pani)
Non è tempo della polemica e non è tempo della discussione. Questo è il diktat che circola da ieri, anche sulla Rete, in buona (buonissima) fede, da parte degli utenti dei social network o dei blog. Per me invece, il momento della discussione e soprattutto della critica è ora, per rispetto a coloro che sono morti, ma anche, e soprattutto per coloro che sono vivi.
Silvan del consiglio, si appresta a compiere un nuovo gioco di prestigio, dopo quello appena fatto all’Aquila, dove è riuscito a mantenere una promessa utilizzando le case costruite da altri, con soldi di altri. Per la cronaca le “sue” sono indietro di circa un mese. A Natale, ora promette, 500 soldati faranno ritorno a casa. Questa è più di una bufala, questo è un nuovo atto di propaganda e di mistificazione utile a fare finta di accontentare sia bossi che il ministro della guerra la russa i quali chiedono rispettivamente, di ritirare le truppe e di spezzare le reni al nemico.
Peccato però che “i 500” (400+100), secondo accordi presi con l’ONU, sono stati inviati in Afghanistan solo ed esclusivamente per coadiuvare nel periodo elettorale, e il loro rientro in Italia, era previsto per Ottobre qualora per eleggere il presidente ci fosse stato bisogno di ricorrere al ballottaggio. Il presidente è stato eletto (con più o meno brogli) e i soldati staranno ancora là.
Questo banale esempio di mistificazione è uno dei motivi che mi ha indotto a ritirare la mia adesione alla manifestazione della FNSI per la libertà di stampa. Io il 3 Ottobre non ci sarò, mentre ci sarei stata domani: subito.
Non ha un minimo di senso logico, e fare appello ai rispetto per i morti mi sembra un’idiozia. Per avere rispetto per i morti bisognerebbe prima recuperare il rispetto per la vita e per i vivi, e non mi pare proprio che come popolo si venga rispettati. La libertà di stampa è importante. Sarebbe importante anche per continuare a dire ciò che vorrebbero non si dicesse, o quello che è meglio tacere. Per esempio che in Pakistan oggi c’è stata l’ennesima strage, o che nell’Iraq democratizzato e liberato da una sanguinosa guerra di pace, anche ieri è morto un soldato americano, o che non basta agli USA scusarsi, quando per errore ammazza 80 civili in un colpo solo, mentre festeggiavano un matrimonio.
venerdì 18 settembre 2009
sabato 26 dicembre 2009
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