sabato 26 dicembre 2009

La lista della serva

La lista della serva (di Rita Pani)

Lo ricordo sempre: io di economia mi intendo veramente poco. Sono tuttavia un’economa creativa pro domo mia; riesco a far sparire le bollette che arrivano da pagare per farle riapparire due mesi dopo la scadenza, alterno l’uso del bancomat a quello della carta di credito, spendo quasi esclusivamente per mangiare. Insomma, da comunista oggi scopro di essere anche una fun della crisi economica. Lo ha detto lui, il più ricco presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, capace di pagare fino a diecimila euro per una rimestata dentro le mutande.

Quindi, se l’opposizione fa il tifo per la crisi … scusate sto cercando una consequenziale, ma è talmente cretino questo concetto, che proprio non ci riesco.

Il dato certo dell’economia italiana, è comunque palese anche per chi, come me, capisce poco dei grandi numeri: dichiarazioni ottimistiche e negazione del problema nei discorsi di propaganda di governo. La realtà invece è quella che si vede nei dati della disoccupazione (comunque tendenti al ribasso) e della dismissione delle piccole industrie. I veri interventi anti crisi del governo, sappiamo bene e non perché siamo fan della crisi, sono andati alle banche e alle grosse imprese che ovviamente hanno provveduto ad investire in delocalizzazione con conseguente taglio delle maestranze. Che la crisi economica e la colpevole inettitudine del governo fascista abbiano poi procurato un incremento della precarizzazione della vita di tutti noi, è un dato di fatto, e per percepirlo non bisogna essere iscritti a nessun fun club.

Domenica sera l’ottimo Riccardo Jacona, per esempio, ci ha offerto un interessante spaccato di quali siano gli effetti della crisi e dell’abominevole opera governativa, che cavalcando il “problema sicurezza” non solo è riuscito a vincere le elezioni, ma anche instaurato e appesantito il clima d’odio e l’inciviltà di questo paese. Lo so, sembrerà la lista della serva, ma possiamo ricordare quanti soldi sono stati bruciati con i voli di stato per trasporto puttane, e conseguente sicurezza per le orge del premier?

Vogliamo parlare dei soldi – e non sapremo mai quanti perché vige il segreto di stato – sono stati spesi alla Maddalena, per creare le strutture fantasmagoriche, che presto verranno “regalate” (guarda un po’) alla Marcegaglia per un utilizzo di turismo esclusivo e forse un Casinò? E tutto il resto ovviamente, di sprechi e di abusi e di tagli per noi.

Dice che ha fatto bene e prima di tutti in Europa (o nel mondo?) ma al solito nessuno gli ha chiesto, oltre che avvallare una volta ancora l’abuso edilizio, o la farsa ignobile e umiliante della poverty card che diamine abbia mai fatto.

Ah! Sì, l’ennesimo condono fiscale, lo sputo in faccia a chi, pur morendo di fame, non può astenersi dal pagare le tasse.

martedì 22 settembre 2009

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